La maggior parte degli italiani non ne conosce il significato ma alcuni ne sono già stati contagiati.

La dromomania è una parola di origine greca composta da “corsa” e “mania” ovvero significa girovagare.

Forse ai più risulta conosciuta con la parola Wanderlust che dal tedesco offre appunto lo stesso significato e che più simpaticamente è stata battezzata come la malattia del viaggiatore.

Il dromomane è colui che perde il concetto di vita sociale media per inseguire il suo più grande bisogno interiore: girovagare…o meglio viaggiare!

 

Wanderlust o dromomania
Dromomania: il bisogno di viaggiare

 

L’origine della dromomania

Tutto ebbe origine nel 1999 presso The university of California, a Irvine [ma perché poi scoprono sempre tutto la?…mah…]. Una ricerca condotta da Chuansheng Chen su i ricettori della dopamina e più precisamente sul DRD4.

Lo studio fu applicato a 2320 persone provenienti da ben 39 diversi paesi.

Dalla ricerca è emerso che il DRD4 è un tipo di recettore metabotropico accoppiato a proteine G, soprattutto presenti nel sistema nervoso centrale dei vertebrati. La dopamina, un neurotrasmettitore, è l’agonista endogeno dei recettori dopaminergici.
I recettori dopaminergici hanno un ruolo in una serie di processi neurologici quali: processi cognitivi, memoria, motivazione, apprendimento, movimento e regolazione delle vie di segnale di tipo neuroendocrino e addirittura sul piacere.

Di questo recettore però ne esiste una variante codificata come DRD4-7R che è appunto “il gene del viaggiatore” o “gene della sindrome di Wanderlust”.

In sostanza si è constatato che i soggetti che provenivano da popolazioni nomadi o che erano più dediti agli spostamenti avevano nel loro Dna questa variante del gene.

Ma questo ne sarà la causa o piuttosto la conseguenza? Entrambi!

Wanderlust è considerata una malattia in quanto la sua influenza è esponenziale, pertanto più sentiamo il bisogno di viaggiare e più questo crescerà viaggiando.

 

Riconoscere la dromomania

Chi soffre di dromomania si riconosce facilmente perché i sintomi sono molto evidenti.

Proviamo ad elencarne qualcuno:

  • torni da un viaggio ma già pensi al prossimo
  • i tour organizzati non fanno per te
  • le vacanze in villaggio le lasci ai tuoi nonni
  • perderti in una nuova città ti da adrenalina
  • non pianifichi mai completamente il tuo viaggio
  • provi piacere a passare ore fra motori di ricerca per voli aerei
  • il non conoscere perfettamente una lingua non ti spaventa
  • mangi tutto quello che mangiano le persone del posto
  • ti piace conoscere tradizioni e culture del luogo
  • sai sempre dove esattamente si trova il tuo passaporto

Chiaro ora il concetto? Non sto parlando di prenotare un weekend al mare ma di un vero viaggio, magari in solitaria in un luogo in cui non sei mai stato.

La dromomania ti imprimerà quel tuo viaggio nella testa e non potrai più farne a meno.

 

Come curare la dromomania

Appurato il fatto che la dromomania ha uno sviluppo esponenziale, la cura per affrontare questa malattia è solo una: viaggiare!

Se già siete stati contagiati non avete altra speranza che non quella di continuare ad alimentare il vostro fuoco e quindi vale sempre la regola che al rientro da un viaggio si prenota subito per il successivo.

Di certo la malattia non scomparirà ma volete mettere il senso di appagamento e felicità?

Se ci fosse una white list delle malattie “benefiche” la dromomania potrebbe tranquillamente posizionarsi al primo posto

 

Buon contagio 😉

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